Comunicato stampa del 10-09-2026 - Infarto, lo studio Air-Stemi sul New England Journal of Medicine
- Dettagli
- Ultima modifica il Venerdì, 11 September 2026 16:35
- Pubblicato Giovedì, 10 September 2026 16:34
- Scritto da Ufficio Stampa
Latina, 7 settembre 2026 - Un importante contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, al quale ha partecipato attivamente la Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, la più prestigiosa rivista scientifica di medicina del mondo. Lo studio ha coinvolto 1.823 pazienti con infarto STEMI e malattia coronarica multivasale, arruolati in 21 centri in Italia e Pakistan. Dopo il trattamento mediante angioplastica dell’arteria responsabile dell’infarto, i pazienti sono stati assegnati in modo casuale a due differenti strategie per decidere quali ulteriori restringimenti coronarici trattare: una basata sulla coronarografia convenzionale e l’altra sulla coronarografia funzionale, una metodica che permette di stimare direttamente dalle immagini angiografiche se una stenosi limita effettivamente il flusso sanguigno.
Il ruolo della Cardiologia di Latina
L’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stato il terzo centro dello studio AIR-STEMI per numero di pazienti arruolati, fornendo quindi un contributo particolarmente rilevante alla realizzazione di una ricerca di dimensione internazionale. La partecipazione di Latina è documentata anche nella pubblicazione scientifica: tra gli autori dello studio figura il Prof. Francesco Versaci, Primario della Terapia Intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti. L’elevato contributo al reclutamento rappresenta un indicatore della capacità del centro di integrare l’attività assistenziale nell’infarto acuto con la ricerca clinica multicentrica, consentendo ai pazienti di partecipare a studi che affrontano questioni ancora aperte della cardiologia interventistica.
Cosa ha dimostrato AIR-STEMI
Il problema affrontato dallo studio è molto concreto. Nei pazienti con STEMI non è raro trovare, oltre all’arteria responsabile dell’infarto, restringimenti significativi anche in altre coronarie. La rivascolarizzazione completa è raccomandata, ma rimaneva incerto quale fosse la strategia migliore per stabilire quali lesioni non responsabili dell’infarto necessitassero realmente di angioplastica. Con un follow-up mediano di 18 mesi, l’endpoint primario - un insieme di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio e necessità di una nuova rivascolarizzazione per ischemia - si è verificato nel 9% dei pazienti trattati con la strategia guidata dalla fisiologia, rispetto al 13,7% di quelli trattati sulla base della sola angiografia. Questo corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 38% e a una differenza assoluta di circa 5 eventi ogni 100 pazienti. Il numero necessario da trattare con la strategia fisiologica per evitare un evento dell’endpoint primario è risultato pari a 21.
Anche l’endpoint principale di sicurezza - costituito da danno renale acuto associato al mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore - è risultato meno frequente con la strategia guidata dalla fisiologia: 4,6% contro 7,1%. Tra gli outcome secondari, l’infarto miocardico si è verificato nel 4% dei pazienti del gruppo guidato dalla fisiologia e nell’8% del gruppo guidato dalla sola angiografia. Lo studio, invece, non ha evidenziato un’apparente differenza tra i gruppi nella mortalità totale o cardiovascolare, un elemento importante per interpretare correttamente i risultati.
Trattare meglio, non necessariamente trattare di più
Uno degli aspetti più significativi dello studio è la maggiore selettività consentita dalla coronarografia funzionale. Nel gruppo guidato dalla fisiologia, l’angioplastica è stata eseguita su circa il 52% dei vasi non responsabili dell’infarto, mentre nel gruppo guidato dalla sola angiografia è stato trattato circa il 95% dei vasi non-culprit valutati. La coronarografia funzionale utilizza le immagini già ottenute durante l’esame angiografico per ricavare informazioni fisiologiche sul flusso coronarico, senza richiedere necessariamente l’impiego di fili di pressione intracoronarici o farmaci per indurre iperemia. Questo consente di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento. «Il messaggio dello studio non è semplicemente quello di eseguire meno angioplastiche, ma di selezionare meglio quali lesioni trattare. Nei pazienti con infarto e malattia multivasale, integrare l’immagine angiografica con una valutazione funzionale consente una strategia più mirata, evitando procedure non necessarie e concentrando il trattamento sulle stenosi realmente rilevanti.»
Ricerca clinica e assistenza: il contributo di Latina
La partecipazione del Santa Maria Goretti, terzo centro per arruolamento nell’intero studio, conferma il ruolo della Cardiologia di Latina nella ricerca clinica cardiovascolare multicentrica e la possibilità di coniugare l’attività quotidiana di cura dell’infarto con la produzione di evidenze scientifiche di rilevanza internazionale. AIR-STEMI è uno studio indipendente, prospettico, internazionale e randomizzato, promosso da ricercatori e finanziato principalmente dal Ministero della Salute italiano. I finanziatori non hanno avuto alcun ruolo nella progettazione e conduzione dello studio, nell’analisi dei dati o nella preparazione del manoscritto. I risultati suggeriscono che, nei pazienti con STEMI e malattia coronarica multivasale inclusi nello studio, la rivascolarizzazione completa guidata dalla coronarografia funzionale può consentire un trattamento più selettivo delle lesioni non responsabili dell’infarto, associandosi a una riduzione degli eventi clinici dell’endpoint primario e delle complicanze di sicurezza rispetto a una strategia basata sulla sola valutazione angiografica.
Dichiarazione della Direttrice Generale della Asl Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli:
"Lo studio internazionale AIR STEMI pubblicato sul New England Journal of Medicine apre nuovi importanti scenari nella cura più selettiva di pazienti colpiti da infarto miocardico acuto. Il fatto che l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina si sia distinto come terzo centro a livello internazionale per numero di pazienti arruolati dà lustro alla nostra Azienda Sanitaria e dimostra l’eccellenza e la grande capacità operativa delle nostre strutture e dei nostri professionisti. La Cardiologia del Goretti è uno dei principali centri italiani per la cardiologia interventistica, con una leadership nazionale in procedure tempo-dipendenti e ad alta complessità. Questo risultato conferma che l’attività clinica quotidiana e l’alta ricerca scientifica possono e devono camminare di pari passo: portare la ricerca internazionale al letto del paziente significa garantire cure sempre più all’avanguardia, sicure e personalizzate. Lo studio contribuisce a migliorare concretamente la qualità e la precisione dei trattamenti nei confronti di patologie tempo-dipendenti così delicate".



